Tappeti della collezione Zaleski e dipinti rinascimentali Intervista a Giovanni Valagussa - Serenissime Trame

Intervista a Giovanni Valagussa

Intervista a Giovanni Valagussa

3 aprile 2017

Breve intervista a Giovanni Valagussa,

co-curatore della Mostra

 

1.Perché un progetto espositivo come “Serenissime Trame” a Ca’ d’Oro?

GV: Perché una delle 'trame' di questa iniziativa è quella del collezionismo, nel confronto tra un collezionista moderno come Romain Zaleski e uno antico come Giorgio Franchetti. Ca' d'Oro è il museo che nasce dalla passione esclusiva, dall'impegno ossessivo, dall'enorme investimento di una sola persona. Un buon auspicio, si spera, per sviluppare un futuro progetto di un museo dei tessili.

2.Perché il confronto tra una selezione di antichi tappeti e alcuni rari dipinti del Rinascimento italiano?

GV: E’ la seconda 'trama' di questa iniziativa: sempre nel gusto del confronto, dell'intreccio, del rapporto. E' un tema poco indagato in generale dagli storici dell'arte quello della modalità di rappresentazione di oggetti d'arredo nei dipinti antichi. Abbiamo scelto alcuni capolavori dove i tappeti hanno un ruolo evidente, ma si tratta di una indagine che è davvero ai primi passi. Sarebbe interessante arrivare in qualche anno ad esempio ad un censimento completo dei tappeti raffigurati nei dipinti, almeno per i secoli dal Duecento al Cinquecento. Dal Seicento in avanti infatti diventano frequentissimi, soprattutto nelle nature morte. 

3.Cosa rappresentano i tappeti quattro e cinquecenteschi nella Venezia di quei secoli?

GV: La funzione dei tappeti nei dipinti è un altro argomento finora pochissimo studiato. Ad intuito si può comprendere che in prima istanza segnino la sacralità del luogo: la base del trono di Maria, il pavimento di un altare, lo spazio di terreno tra l'angelo e Maria nella Annunciazione. Ma già nel Quattrocento vediamo anche un'altra accezione del tutto diversa, quasi opposta: il tappeto che indica la ambientazione orientale di un fatto, ad esempio sotto il trono di Erode o alla finestra del palazzo di un tiranno. E infine una terza funzione è probabilmente più strettamente decorativa, con i tappeti come oggetti di lusso messi sul davanzale dei balconi. Quest'ultima soluzione che sottolinea l'alto livello sociale è quella poi più in voga nel Cinquecento, con i tappeti appoggiati sui tavoli davanti ai ritratti di gentiluomini e dame.

 4.Quale esperienza potrà condividere il pubblico?

GV: Spero che i visitatori della mostra possano sentirsi letteralmente avvolti da questo clima magico che insieme tappeti e dipinti creano nell'elegantissimo allestimento, all'interno di un edificio incredibilmente suggestivo come è Ca' d'Oro. Visitare una mostra non è come sfogliare un libro : si deve essere catturati dalle sensazioni, circondati dai messaggi incrociati che sono suggeriti dall'accostamento temporaneo tra opere normalmente tra loro distanti. Se questo intento riesce la visita a una mostra è una esperienza che risulta in qualche modo rivelatrice di aspetti inattesi che si colgono rapidamente e accendono nuove riflessioni. Il bel video formulato come un racconto breve e il catalogo scientifico (ben realizzato da Marsilio) aiuteranno chi lo desidera ad entrare di più in questi argomenti.

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